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Lo strano caso accaduto in questi giorni a Tivoli, segnala la presenza di un traffico occulto?

Chi può aver sottratto il corpicino del piccolo Roberto? Per quale ragione è stato preso il corpo? Queste e altre domande sono tutt’ora al vaglio degli inquirenti che per il momento non hanno saputo fornire una spiegazione in merito.

Riportiamo l’articolo apparso su Repubblica

il 4 giugno, per cause incerte. Oltre al dolore per una vita strappata via così presto, c’è anche il mistero che avvolge la sua prematura scomparsa: infatti, della salma del piccolo non c’è più traccia. Sulle cause della morte del bimbo la Procura di Tivoli ha aperto un’inchiesta: il tutto è avvenuto in un brevissimo lasso di tempo, fra un’ambulanza del 118 e la sala parto dell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli. Si attende la consulenza medico-legale per capire cosa abbia portato al decesso ma ciò su cui gli inquirenti sono a lavoro è la scomparsa della salma, sparita nel nulla. I carabinieri della locale hanno  raccolto tutta la documentazione e stanno interrogando i soggetti coinvolti nel caso.

Dopo la morte, la salma era stata restituita al Policlinico di Tor Vergata, dove era stata sottoposta ad esame autoptico ed era stata poi custodita nella camera mortuaria dell’ospedale di Tivoli. “Al momento di organizzare il funerale di mio nipote, il corpo era sparito” racconta la nonna del piccolo, Catiuscia Fanelli La Repubblica. Sua figlia, Melissa Bernardini, 22 anni, era venuta dalla Romania insieme al suo compagno, con cui ha altri due figli, per fare visita alla mamma, in precarie condizioni di salute e residente a San Polo dei Cavalieri. Era con lei quando ha avvertito strane doglie. “Abbiamo chiamato il 118 avvisando che era per una partoriente, a bordo non c’erano ostetriche o medici e hanno detto a mia figlia di resistere, ma in ospedale il cuore del bimbo non batteva più”, dice Catiuscia. “Ci hanno detto che avremmo dovuto registrare nascita e morte non appena il corpo fosse tornato da Tor Vergata, ma dopo dieci giorni ancora non ci chiamavano, così il 18 giugno una funzionaria ha sollecitato e ci hanno comunicato che Roberto era già nella cella frigorifera da una settimana. Quindi abbiamo completato i documenti. Il 20 l’assistente sociale ha chiamato la camera mortuaria e le hanno detto che no, non c’era nessun bambino”, racconta disperata. Probabile, come sostiene la donna, di essere nuovamente di fronte ad un caso di malasanità.

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